Notifica: la bozza
La schermata Notifica prepara il contenuto della comunicazione all’autorità. Una parte è già scritta perché discende dal verdetto; il resto sono i fatti, che solo tu conosci. Tutto ciò che digiti qui viene riproposto nelle fasi successive, così l’aggiornamento a 72 ore non riparte da zero.
Quello che decide il motore
Questi campi non si modificano: sono la conseguenza del triage, ed è un bene che lo restino.
Quello che scrivi tu
Natura dell’evento
Che cosa è successo, in termini tecnici e verificabili. Utile includere: componente o funzione interessata, versioni coinvolte, vettore di attacco, identificativo CVE se assegnato, e — per la vulnerabilità sfruttata — gli elementi da cui risulta lo sfruttamento. Evita valutazioni di gravità non supportate: qui servono i fatti.
Misure adottate
Che cosa hai già fatto e che cosa stai facendo: mitigazioni temporanee, indicazioni date ai clienti, disattivazione di funzioni, tempi previsti per la correzione. Se al momento della preallerta non hai ancora una misura, scrivilo: «analisi in corso, mitigazione attesa entro …» è una risposta legittima entro 24 ore ed è meglio di un campo vuoto.
Referente
La persona che l’autorità può contattare: nome, ruolo, indirizzo email e telefono raggiungibile. Deve essere qualcuno che risponde davvero — anche fuori orario, in una fase attiva.
Buona pratica. Prepara in anticipo tre testi-tipo (vulnerabilità sfruttata, incidente con interruzione, incidente con esposizione di dati) e tienine copia. Alle tre di notte la differenza fra depositare in tempo e sforare è il tempo speso a scrivere il primo paragrafo.
Anteprima e coerenza
La schermata mostra il documento come risulterà, distinguendo visivamente i campi determinati dal motore da quelli compilati da te. Verifica prima di procedere:
- il prodotto indicato è quello giusto (nome e versione coincidono con l’anagrafica);
- la base normativa corrisponde alla natura dell’evento come l’hai qualificato;
- il momento di consapevolezza e la scadenza sono quelli che intendi sostenere;
- il referente è raggiungibile ora, non in generale.
Salvataggio della bozza
La bozza si salva con il case e resta disponibile: puoi tornarci, farla rileggere a un collega, riprenderla dopo un’interruzione. Ogni fase dell’obbligo (preallerta, aggiornamento, finale) conserva la propria bozza, così i tre testi restano distinti e ricostruibili.
La bozza non viene trasmessa a nessuno: CRAnotify non invia comunicazioni all’autorità. Il passaggio successivo, il deposito, avviene sulla piattaforma di ENISA con le tue credenziali.
Che cosa non mettere nella bozza
- Credenziali, chiavi o token, nemmeno revocati o d’esempio.
- Dati personali non necessari: se il caso ha coinvolto dati di clienti, descrivi categorie e volumi, non gli interessati.
- Exploit funzionanti. Descrivi il vettore, non fornire l’arma.
Passo successivo
Con la bozza pronta si va a Deposito sulla piattaforma ENISA. Ricorda che il deposito si considera avvenuto in CRAnotify solo quando carichi la ricevuta rilasciata dalla piattaforma.