CRAnotify Documentazione

Valutazioni VEX

Una distinta base dice che il tuo prodotto contiene OpenSSL 3.0.11; una fonte dice che quella versione ha una vulnerabilità pubblicata. Da lì non segue che il prodotto sia vulnerabile: il componente può non essere raggiungibile, la funzione difettosa può non essere usata, una mitigazione può essere già in posto. VEX è il documento con cui dici quale delle due cose è vera, e te ne assumi l’affermazione. CRAnotify ti porta la corrispondenza; la valutazione resta tua.

Dove si trova

Scheda Vulnerabilità della pagina di un prodotto (/prodotto?id=…&tab=vulnerabilita). Ogni riga è una corrispondenza osservata: la vulnerabilità, il componente agganciato, la fonte che l’ha vista, e accanto la valutazione umana — o la sua assenza, dichiarata a parole.

Quattro passaggi, e restano quattro

  1. Una fonte osserva una corrispondenza fra un componente della distinta base e una vulnerabilità pubblicata.
  2. Una persona valuta: sceglie uno status e ne dà la ragione. Ne nasce una bozza.
  3. Una persona approva la bozza. È un gesto distinto, con il proprio nome e la propria data.
  4. Da quel momento la dichiarazione è ciò che l’azienda dice di sapere sul proprio prodotto, e solo allora finisce nei documenti che escono.

I passaggi sono quattro apposta. Comprimerli in un pulsante solo significherebbe che l’aggiornamento di una fonte, di notte, cambia ciò che dichiari di sapere sul tuo prodotto. Chi valuta e chi approva possono essere due persone, e in un’organizzazione che tiene alla propria difendibilità lo sono.

Una corrispondenza non è una valutazione

La riga aperta mostra due strati affiancati e distinti: a sinistra i dati di origine (fonte, componente, PURL, release, riferimento, quando è stata registrata), a destra la valutazione umana. Lo strato di origine porta scritto che CRAnotify non ha stabilito nessuna applicabilità normativa: è un segnale.

Se nessuno ha ancora valutato, la colonna umana non mostra un trattino ma dice «Non valutata — richiede revisione umana». Un trattino, o una casella vuota, si legge come «niente da segnalare», che è il contrario di ciò che è vero.

OsservataUna fonte l’ha vista.
Corrispondenza potenzialeL’aggancio è plausibile ma non verificato.
Confermata tecnicamenteL’aggancio al componente è verificato. Riguarda la corrispondenza, non il prodotto.

I quattro status dello standard

Sono quelli di CSAF/OpenVEX. Non ne aggiungiamo e non ne rinominiamo: chi consuma un VEX si aspetta questi, e una semantica inventata renderebbe il documento illeggibile proprio a chi dovrebbe leggerlo.

StatusChe cosa afferma
under_investigation · In valutazioneStai ancora guardando: nessuna affermazione sul prodotto.
not_affected · Non interessatoDice a chi legge di non preoccuparsi. La giustificazione è obbligatoria.
affected · InteressatoIl prodotto ne è interessato.
fixed · CorrettoUna versione correttiva è disponibile. Dire quale, nella giustificazione, è ciò che la rende utile.

«Interessato» non fa partire nessun termine. È la condizione da cui, insieme allo sfruttamento attivo, può discendere l’obbligo dell’Art. 14 — ma se ci sia un obbligo lo stabilisce il motore, su un case, dopo una consapevolezza confermata nel triage. Registrare uno status VEX non apre una scadenza e non emette un verdetto.

Registrare una valutazione

Dal riquadro della riga: scegli lo status e scrivi la giustificazione. La vulnerabilità e il componente sono quelli della corrispondenza e non si digitano — così la dichiarazione resta agganciata a ciò che è stato osservato. L’identità di chi valuta viene dalla sessione: non c’è un campo del modulo da cui possa arrivare, ed è la ragione per cui nessun percorso automatico può produrre una bozza.

Status obbligatorioDeve essere uno dei quattro. Uno status inventato viene rifiutato.
GiustificazioneObbligatoria per «non interessato», consigliata sempre: è quello che si rilegge fra due anni.
CorreggereFinché la bozza non è approvata puoi correggerla: nasce una nuova versione, la precedente resta nella storia.

Approvare è il secondo gesto

Sotto una bozza compare Approva questa valutazione, con l’avviso che la valutazione è registrata ma non approvata. L’approvazione registra chi l’ha data e quando, e vale solo per una dichiarazione di quel prodotto: l’applicazione lo verifica sul server, così un modulo costruito a mano non può approvare, dalla pagina di un prodotto, la dichiarazione di un altro.

Approvare due volte non è un errore: la seconda volta non cambia niente.

Dove finiscono le dichiarazioni approvate

Solo le dichiarazioni approvate vengono citate nel fascicolo di documentazione tecnica e sono ciò che si può mostrare a un terzo. Una bozza è un’opinione in corso, e pubblicarla equivarrebbe a dichiarare qualcosa che nessuno ha firmato.

Ogni valutazione e ogni approvazione lascia una riga nel registro delle attività, con la vulnerabilità, lo status, il componente, chi ha valutato e chi ha approvato.

Se non c’è nessuna corrispondenza

La scheda lo dice a parole: nessuna fonte ha agganciato una vulnerabilità pubblicata a un componente di questo prodotto. Non è un’affermazione sul prodotto: dipende da quali distinte base sono arrivate e da quali fonti sono collegate. Un prodotto senza distinta base non produce corrispondenze, e il silenzio non è una buona notizia.

Il lavoro di revisione ancora da fare compare anche nella coda delle azioni, filtrabile per prodotto.

Non hai trovato la risposta?

L’assistenza risponde entro un giorno lavorativo. Indica il codice dell’organizzazione e, se la richiesta riguarda un case, il suo numero.

Documentazione aggiornata al 5 agosto 2026 · Note legali · Privacy · support@cranotify.eu