Ricostruzione a una data
Prima o poi arriva una domanda con una data dentro: «di che cosa era fatto il tuo software, e che cosa sapeva la tua organizzazione, il 12 marzo?». Questa pagina risponde. Ricostruisce ciò che risultava registrato su un prodotto fino a un momento preciso, e non aggiunge niente di quello che è arrivato dopo. Non è una valutazione: dice che cosa c’era, mai se fosse abbastanza.
Dove si trova
Dalla pagina di un prodotto, linguetta Ricostruzione a una data: è l’unica delle linguette che porta su una pagina propria (/ricostruzione?id=…), perché ha un parametro che le altre non hanno — il momento da ricostruire.
La regola che decide tutto
Il filtro è su quando l’abbiamo saputo, non su quando il fatto è accaduto nel mondo. Un’evidenza che riguarda marzo ma è arrivata a giugno non è nella ricostruzione di aprile: includerla costruirebbe una prova che quel giorno non esisteva.
Dove entrambi i tempi sono dichiarati, le righe li mostrano tutti e due: «registrato» — la data su cui la pagina filtra — e «osservato», quando il fatto è accaduto. Restano distinti a schermo come lo sono nei dati.
Scegliere il momento
Europe/Rome, come per tutto il resto del prodotto. L’istante effettivamente ricostruito viene stampato in pagina: una ricostruzione senza il proprio momento non è verificabile.La data viaggia nell’indirizzo e il modulo è una GET: l’indirizzo di una ricostruzione si manda a un collega o si allega a una risposta, e riapre esattamente la stessa pagina.
Finché non chiedi una data non viene mostrato nessun elenco. Un elenco vuoto si legge come «non risulta nulla», che è un’affermazione — mentre a quel punto non è ancora stata fatta nessuna domanda.
I quattro capitoli
| Capitolo | Che cosa mostra |
|---|---|
| Distinte base | Una riga per release: la versione più alta registrata entro quel momento, con formato, numero di componenti, strumento e impronta. Se l’elenco dei componenti era stato conservato in parte, la riga lo dice. |
| Evidenze | Che cosa conteneva il fascicolo a quel momento, nello stato in cui era allora — non nello stato di oggi. |
| Corrispondenze dalle fonti | Che cosa una fonte aveva agganciato a un componente della distinta base entro quel momento. Una corrispondenza è un’osservazione: vedi Valutazioni VEX. |
| Lavoro aperto a quel momento | La coda com’era allora: che cosa restava da fare e a chi era assegnato. |
Ogni capitolo porta il numero delle proprie righe, che si riconta scorrendo l’elenco. I numeri non si sommano fra loro e non compongono un indicatore.
Nessun termine viene stampato. Il termine di un caso lo calcola il motore per oggi, e metterlo accanto a uno stato passato sarebbe un anacronismo. Per le scadenze si guarda il case, non questa pagina.
Quando un capitolo è vuoto lo dice a parole, e dice anche da che cosa dipende: che nessuna fonte avesse agganciato niente non è un’affermazione sul prodotto — dipende da quali distinte base erano arrivate e da quali fonti erano collegate.
A che cosa serve, in pratica
Insieme al registro delle attività, alla verifica di integrità e al fascicolo difensivo, è la parte probatoria del prodotto: il registro dice che cosa è stato fatto, la ricostruzione che cosa si poteva sapere mentre lo si faceva.
Che cosa questa pagina non fa
Non modifica niente. Non registra un fatto, non aggiorna un prodotto e non lascia una riga di registro: una ricostruzione che cambiasse ciò che ricostruisce non proverebbe nulla. Non emette giudizi, non calcola percentuali e non produce una riga di sintesi.
Le date sono stampate con l’anno, a differenza del resto dell’applicazione: questa pagina esiste per un momento preciso del passato, e «12/03» sarebbe ambiguo proprio dove serve essere verificabili.